
Galateo in Giappone: cosa sapere prima del primo viaggio
Una guida completa al galateo giapponese: parlare piano in treno, rispettare le file, non mangiare camminando, togliersi le scarpe in casa, seguire le regole degli onsen, portare via i propri rifiuti e non lasciare la mancia.
8 ago 2026·✍️ olablog·⏱ 8 min di lettura
Una guida completa al galateo giapponese: parlare piano in treno, rispettare le file, non mangiare camminando, togliersi le scarpe in casa, seguire le regole degli onsen, portare via i propri rifiuti e non lasciare la mancia.
Per molti viaggiatori, ciò che rimane più impresso del Giappone non sono i templi dorati o i ciliegi in fiore, ma la sensazione che ogni cosa funzioni con una fluidità sorprendente. Le strade sono pulite anche se i cestini sono quasi introvabili, nelle stazioni frequentate da decine di migliaia di persone nessuno spinge e, nei vagoni affollati, regna un silenzio quasi irreale. Alla base di tutto c’è un sistema di regole non scritte che i giapponesi imparano fin da piccoli. Nessuno pretende che i viaggiatori siano perfetti: nei confronti degli stranieri, i giapponesi sono generalmente molto comprensivi. Conoscere almeno le regole fondamentali, però, vi permetterà di muovervi con maggiore sicurezza, di fare una buona impressione e di entrare più profondamente in contatto con il Paese. Per i cittadini italiani, inoltre, il Giappone è visitabile per turismo senza visto per soggiorni brevi fino a 90 giorni, se si rispettano le condizioni previste per l’ingresso. Ecco ciò che è importante sapere prima di partire per il vostro primo viaggio.
In treno, la regola fondamentale è fare silenzio

Il treno è il luogo in cui il galateo si nota più chiaramente. In Giappone, il vagone è considerato uno spazio pubblico che deve rimanere tranquillo. Le regole fondamentali sono non parlare al telefono, tenere sempre il cellulare in modalità silenziosa, parlare a bassa voce con i propri compagni di viaggio e non guardare video con l’audio diffuso dall’altoparlante. Se arriva una telefonata importante, mandate un messaggio per dire che richiamerete oppure scendete alla stazione successiva e richiamate da lì.
Ci sono anche alcune regole collegate. I posti riservati sono destinati agli anziani, alle donne incinte e alle persone con disabilità: se qualcuno ne ha bisogno, non rimanete seduti. Uno zaino voluminoso va tenuto davanti a sé oppure sistemato sul portabagagli. Nelle ore di punta, alcune linee dispongono di carrozze riservate alle donne: controllate i cartelli rosa sulla banchina. Quando arriva il treno, mettetevi ai lati delle porte e aspettate che scendano tutti; salite soltanto dopo. Potrebbero sembrare molte cose da ricordare, ma il principio è uno solo: nel vagone cercate di avere la minor “presenza” possibile.
Fare la fila: un’abilità nazionale

In Giappone si fa la fila per tutto: sulle scale mobili, davanti ai ristoranti di ramen, per l’ascensore e persino negli spazi indicati dalle linee sulla banchina, dove attendere il treno. La regola da ricordare è una sola: quando vedete una fila, mettetevi in fondo e non occupate posti per un gruppo numeroso che deve ancora arrivare. Sulle scale mobili è consuetudine stare su un lato per lasciare libero il passaggio a chi ha fretta (a Tokyo si resta normalmente a sinistra, mentre a Osaka a destra: una curiosa differenza regionale). Oggi, tuttavia, per ragioni di sicurezza le compagnie ferroviarie invitano a stare fermi su entrambi i lati. La scelta più saggia è osservare le persone del posto e comportarsi come loro. Nei ristoranti più popolari può capitare che vi consegnino un foglio su cui scrivere il nome oppure che ci sia una macchina per i biglietti numerati: prima di mettervi in fila senza pensarci, chiedete conferma al personale.
Galateo a tavola: niente cibo mentre si cammina e alcune regole da conoscere

A differenza di quanto accade in molti Paesi, in Giappone mangiare camminando è considerato poco educato. Uno dei motivi è che si rischia più facilmente di sporcare le persone o le strade. Quando comprate del cibo da una bancarella o da un negozio, che si tratti di yakitori, taiyaki o gelato al matcha, fermatevi a mangiarlo proprio vicino al punto vendita o nell’area indicata. Una volta finito, riportate i rifiuti al negozio dove avete acquistato il cibo prima di proseguire. In luoghi turistici affollati, come le antiche strade di Kyoto, alcuni cartelli invitano esplicitamente a non mangiare mentre si cammina.
A tavola ci sono poi alcune cose da evitare. Non infilate le bacchette verticalmente nella ciotola di riso e non passate il cibo da un paio di bacchette all’altro: entrambi i gesti ricordano i rituali funebri. Non sfregate le bacchette tra loro. Quando servite pietanze da un piatto comune, usate l’estremità opposta delle bacchette oppure quelle messe a disposizione per servire. D’altra parte, alcune abitudini che potrebbero sorprendere sono perfettamente corrette. Fare rumore mentre si aspirano i noodles è normale e viene persino considerato un modo per mostrare che si sta apprezzando il piatto. Anche avvicinare alla bocca la ciotola del riso o quella della zuppa non è maleducato: è il modo giusto di fare. Prima di iniziare il pasto si dice “itadakimasu”, mentre alla fine si dice “gochisousama deshita”. Queste due formule magiche faranno sorridere il proprietario del locale.
Le scarpe: il confine sacro tra fuori e dentro
La regola che i viaggiatori dimenticano più spesso è togliersi le scarpe prima di entrare in uno spazio con pavimenti di legno o tatami. I segnali da riconoscere sono il dislivello dell’ingresso, più basso rispetto al pavimento interno, e la scarpiera vicino alla porta. Se li vedete in un ryokan, in una casa privata, in alcuni ristoranti, nei templi o santuari oppure nei camerini dei negozi, è lì che dovete togliervi le scarpe. Ci sono anche alcuni piccoli dettagli che fanno la differenza. Allineate le scarpe tolte con le punte rivolte verso l’esterno dell’ingresso. Non salite sul tatami con le ciabatte da interno: sul tatami si cammina a piedi nudi o con i calzini. Nei bagni, inoltre, ci sono ciabatte dedicate, che dovete sempre togliere una volta terminato. Tornare in salotto indossando ancora le ciabatte del bagno è uno degli errori più tipici dei viaggiatori. Un consiglio pratico: nei giorni in cui visitate templi, santuari o ryokan, scegliete scarpe facili da togliere e rimettere e calzini senza buchi.
Onsen e sento: lavarsi prima del bagno e immergersi con calma
Gli onsen hanno regole proprie, ma impararle è semplice. Per prima cosa fate la doccia nell’area di lavaggio e lavate accuratamente il corpo prima di entrare nella vasca. Nella vasca non si indossa il costume da bagno e non si immerge l’asciugamano bagnato (quello piccolo si può appoggiare sulla testa oppure lasciare fuori dall’acqua). Legate i capelli lunghi, non nuotate, non fate chiasso e non scattate mai fotografie. Se avete tatuaggi, controllate in anticipo le regole della struttura. Negli ultimi anni sono aumentati gli stabilimenti più tolleranti nei confronti dei tatuaggi e quelli che offrono bagni privati. Quando uscite dalla vasca, asciugatevi e rimuovete l’acqua dal corpo prima di entrare nello spogliatoio. Se avrete l’occasione di soggiornare in una struttura tradizionale, scoprirete che queste regole si fondono in un’esperienza davvero completa. Per maggiori informazioni, date un’occhiata anche ai tour consigliati in Giappone di OlaChill, compresi quelli con una notte in un ryokan.
Portate via i rifiuti e non lasciate la mancia
Per concludere, ecco due “shock culturali”. Il primo è che il Giappone è estremamente pulito, ma i cestini pubblici sono quasi inesistenti (molti furono rimossi negli anni Novanta per ragioni di sicurezza). In genere, i giapponesi considerano normale portare a casa i propri rifiuti. Anche voi potete tenere un piccolo sacchetto di plastica nello zaino e raccogliere ciò che buttate durante la giornata. Potete usare i cestini dei konbini, ma solo per i rifiuti dei prodotti acquistati lì, quelli accanto ai distributori automatici, ma soltanto per bottiglie e lattine, e quelli dell’hotel. Abbandonare i rifiuti non solo può comportare una multa: è anche il modo più rapido per attirare sguardi poco benevoli. Per chi arriva dall’Italia, è utile ricordare che non bisogna contare sui cestini come spesso accade nelle aree turistiche europee.
Il secondo shock è che la mancia non è necessaria. In Giappone, un servizio di alta qualità non viene considerato qualcosa da offrire in cambio di denaro extra, ma il normale lavoro di un professionista. Lasciare dei soldi sul tavolo dopo il pasto può mettere in difficoltà il personale. Potrebbero pensare che li abbiate dimenticati e arrivare persino a rincorrervi per restituirveli. Un sincero “grazie”, un “gochisousama deshita” e un leggero inchino sono la “mancia” più appropriata. In alcuni servizi di lusso possono esistere usanze specifiche per esprimere la propria gratitudine con una somma avvolta secondo il rituale previsto, ma un viaggiatore comune non deve praticamente preoccuparsene. Anche se le carte di pagamento sono sempre più utilizzate, è comunque prudente avere con sé un po’ di yen per piccoli acquisti e situazioni in cui il contante resta la soluzione più semplice.
Arrivati a questo punto, l’elenco potrebbe sembrarvi lungo. In realtà, tutto si riassume in un unico principio: non arrecare disturbo alle persone intorno a voi, ovvero “meiwaku wo kakenai”. Tenendo a mente questo atteggiamento e osservando la gente del posto per comportarvi nello stesso modo, riuscirete a muovervi con naturalezza nella maggior parte delle situazioni. E se doveste commettere un errore, ricordate che capita a tutti di sbagliare qualche volta. Un “sumimasen” accompagnato da un sorriso risolve quasi sempre le cose con serenità. Consultate anche gli altri racconti di viaggio sul blog di OlaChill dedicato al Giappone per prepararvi ancora meglio alla vostra prima esperienza. Il Giappone saprà ricompensare la vostra attenzione verso gli altri con momenti meravigliosi, spesso ben oltre le aspettative.
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