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Decreto 283/2026: multa da 80 a 100 milioni di dong per i lavoratori che soggiornano illegalmente all’estero, dal 10 settembre 2026
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Decreto 283/2026: multa da 80 a 100 milioni di dong per i lavoratori che soggiornano illegalmente all’estero, dal 10 settembre 2026

Il Decreto 283/2026/NĐ-CP entrerà in vigore il 10 settembre 2026 e prevede una multa da 80 a 100 milioni di dong e l’ordine di rientro per i lavoratori che soggiornano intenzionalmente illegalmente all’estero. Le aziende di servizi rischiano multe fino a 200 milioni di dong. Questo articolo confronta le informazioni diffuse online e chiarisce quali elementi sono stati riportati in modo errato.

14 ago 2026·✍️ olablog·⏱ 7 min di lettura

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Il Decreto 283/2026/NĐ-CP entrerà in vigore il 10 settembre 2026 e prevede una multa da 80 a 100 milioni di dong e l’ordine di rientro per i lavoratori che soggiornano intenzionalmente illegalmente all’estero. Le aziende di servizi rischiano multe fino a 200 milioni di dong. Questo articolo confronta le informazioni diffuse online e chiarisce quali elementi sono stati riportati in modo errato.

Negli ultimi giorni, su Facebook e Zalo si è diffusa la notizia secondo cui la “nuova legge sull’invio di lavoratori all’estero” prevederebbe una multa di 100 milioni di dong e persino la responsabilità penale. La notizia è parzialmente corretta, ma confonde due documenti diversi e aggiunge contenuti che non esistono. Per chi legge dall’Italia, è utile ricordare che gli importi sono indicati in dong vietnamiti (VND), non in euro: il loro valore in EUR varia in base al tasso di cambio.

Il documento ufficiale è il Decreto 283/2026/NĐ-CP. È stato emanato dal governo il 15 luglio 2026 e stabilisce le sanzioni per le violazioni amministrative nei settori del lavoro, dell’assicurazione sociale e dei cittadini vietnamiti che lavorano all’estero sulla base di un contratto. Il decreto è composto da 6 capitoli e 68 articoli ed entrerà in vigore il 10 settembre 2026.

Di seguito presentiamo le cifre verificate con le fonti ufficiali e i tre punti che le voci diffuse online hanno riportato in modo errato.

Le 3 cifre da ricordare

Soggetto Condotta Sanzione
Lavoratore Soggiorno intenzionalmente illegale all’estero dopo la fine del contratto 80–100 milioni di dong + ordine di rientro
Azienda di servizi Violazioni nell’attività di invio di lavoratori all’estero Fino a 200 milioni di dong + possibile sospensione dell’attività
Datore di lavoro Mancato pagamento dello stipendio entro i termini previsti Fino a 100 milioni di dong

Inoltre, chi vende, scambia illecitamente o si appropria delle informazioni contenute nelle banche dati relative ai lavoratori rischia una multa fino a 70 milioni di dong. Si tratta di una disposizione particolarmente importante per chi si è già visto chiedere da un intermediario copie dei propri documenti d’identità.

I 3 punti riportati in modo errato dalle voci online

1. Non è una “legge”, ma un decreto già emanato

Le informazioni circolate online lo definiscono una “bozza della legge sull’invio di lavoratori all’estero emanata il 10/8”. In realtà, due documenti diversi sono stati fusi in uno solo.

  • Decreto 283/2026/NĐ-CP — È un documento del governo, emanato il 15 luglio 2026, che entrerà in vigore il 10 settembre 2026. È questo il provvedimento che stabilisce le sanzioni indicate sopra. Non è più una bozza.
  • Proposta di modifica della “Legge sui cittadini vietnamiti che lavorano all’estero sulla base di un contratto” — È stata discussa dall’Assemblea nazionale la mattina del 10 agosto 2026 e comprende, tra le altre cose, una proposta per vietare l’uscita dal Paese a chi ha commesso violazioni in passato. Si tratta ancora soltanto di una proposta: non è stata approvata come legge e non è entrata in vigore. La discussione è illustrata più dettagliatamente nell’articolo L’Assemblea nazionale propone controlli più severi sui lavoratori che hanno commesso violazioni all’estero.

Affermare che “la nuova legge del 10/8 si applicherà dal 10/9” significa quindi sbagliare sia il nome del documento sia il suo iter di approvazione.

2. “100 milioni di dong di multa più una sanzione penale”: il decreto non ha creato un nuovo reato

Il Decreto 283/2026 stabilisce sanzioni per violazioni amministrative. Le sanzioni principali sono soltanto due: l’ammonimento oppure la multa. A queste si aggiungono sanzioni accessorie come la confisca dei beni, la privazione temporanea del diritto di utilizzare un certificato professionale e la sospensione dell’attività per un determinato periodo. Il decreto non prevede pene detentive.

È importante sottolineare che le disposizioni sulle sanzioni per i lavoratori che soggiornano illegalmente all’estero si applicano espressamente alle condotte che non raggiungono il livello necessario per l’accertamento della responsabilità penale. In altre parole, come suggeriscono le voci online, la sanzione amministrativa e quella penale non vengono sommate automaticamente: i due regimi non si sovrappongono.

La responsabilità penale esiste, ma è prevista da un altro documento e riguarda soggetti diversi. L’articolo 349 del Codice penale disciplina il reato di organizzare o favorire la fuga di altre persone all’estero oppure il loro soggiorno illegale all’estero. La pena base è di 1–5 anni di reclusione; nei casi aggravati può arrivare a 5–10 anni o a 7–15 anni.

Il punto fondamentale è che la norma riguarda chi “organizza o favorisce” il comportamento altrui, cioè chi prepara o indirizza il viaggio per un’altra persona e riceve denaro in cambio. Un lavoratore che si limita a superare il periodo autorizzato di soggiorno non diventa automaticamente un criminale ai sensi di questo articolo. Tuttavia, chi recluta altre persone, fa da intermediario e riceve denaro per mandarle all’estero a lavorare illegalmente si colloca esattamente nell’area di rischio descritta dalla norma.

3. “La società intermediaria rischia 200 milioni di dong”: la cifra è corretta, ma non è l’unica conseguenza

I 200 milioni di dong rappresentano l’importo massimo della multa applicabile alle organizzazioni. Per un’azienda di servizi, però, le conseguenze più gravi della multa sono la sospensione dell’attività per un determinato periodo e la revoca dell’autorizzazione. In passato si sono verificati casi in cui imprese che inviavano lavoratori all’estero hanno ricevuto, sulla base delle disposizioni precedenti, una multa di 400 milioni di dong e una sospensione dell’attività di 18 mesi. Se l’autorizzazione viene revocata, l’impresa non può continuare a operare: non è quindi corretto pensare di poter pagare la multa e riprendere semplicemente l’attività.

Una modifica poco conosciuta: il termine per le sanzioni passa da 1 a 2 anni

È un cambiamento di cui si è parlato poco, ma che può avere conseguenze significative. Nel settore dell’invio di lavoratori vietnamiti all’estero, il termine di prescrizione per sanzionare le violazioni amministrative passa da 1 a 2 anni.

In parole semplici, in precedenza la possibilità di sanzionare si prescriveva dopo un anno dalla violazione. Dal 10 settembre 2026, il periodo raddoppia. Per chi ha commesso una violazione in passato ed è rientrato in Vietnam, il rischio di essere ancora soggetto a una sanzione rimarrà quindi aperto più a lungo.

Cosa devono capire i vietnamiti che si trovano in Giappone

Questo decreto appartiene al diritto vietnamita e prevede sanzioni sulla base delle leggi del Vietnam. Non sostituisce le norme giapponesi sullo status di soggiorno e non è direttamente collegato alle disposizioni giapponesi.

Chi si trova in Giappone con uno status di soggiorno regolare e lavora secondo i requisiti del proprio visto non sarà interessato da questo decreto.

Se stai pensando di abbandonare il contratto prima della sua scadenza e di iniziare un altro lavoro, devi capire che dal 10 settembre 2026 potresti dover affrontare due sistemi di conseguenze contemporaneamente:

  • Sul lato giapponese: potresti perdere il tuo status di soggiorno, essere considerato in situazione di soggiorno illegale e diventare soggetto a espulsione e a un divieto di rientro per diversi anni.
  • Sul lato vietnamita: potresti ricevere una multa di 80–100 milioni di dong, un ordine di rientro e una prescrizione per le sanzioni estesa a 2 anni; inoltre, se la proposta di legge attualmente discussa venisse approvata, in futuro potresti subire limitazioni all’uscita dal Paese.

Se hai problemi reali con l’azienda ospitante, come il mancato pagamento dello stipendio, l’obbligo di lavorare per orari eccessivamente lunghi o un trattamento ingiusto, la fuga è la scelta peggiore dal punto di vista legale. In Giappone esistono sportelli pubblici di consulenza per tirocinanti tecnici e lavoratori con lo status di “Specified Skilled Worker”; è inoltre possibile rivolgersi all’Ambasciata del Vietnam in Giappone. Seguendo le procedure regolari puoi mantenere il tuo status di soggiorno e cambiare lavoro quando consentito, mentre fuggire può farti perdere tutto.

Fonti e avvertenze

Questo articolo riassume i punti principali e non sostituisce il testo originale della legge. Prima di prendere decisioni che possano influire sul tuo status di soggiorno o sui tuoi obblighi legali, consulta il testo completo del decreto e chiedi consiglio all’autorità competente o a un avvocato.

Il testo completo del Decreto 283/2026/NĐ-CP è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del governo (congbao.chinhphu.vn) e sul Portale governativo delle informazioni legislative (vanban.chinhphu.vn). Le informazioni riportate nell’articolo sono state confrontate con quelle pubblicate dal Quotidiano elettronico del governo (baochinhphu.vn) e dal portale governativo per l’elaborazione delle politiche.

Aggiornato il 14 agosto 2026. L’articolo verrà aggiornato in caso di nuove disposizioni applicative o modifiche.

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