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Shikoku: guida tra udon, 88 templi e isole d’arte del Mare Interno
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Shikoku: guida tra udon, 88 templi e isole d’arte del Mare Interno

Guida a Shikoku: l’udon di Kagawa, il pellegrinaggio degli 88 templi, Dogo Onsen a Matsuyama, il fiume Shimanto, i ponti sospesi di Iya e Naoshima, l’isola d’arte del Mare Interno.

8 ago 2026·✍️ olablog·⏱ 9 min di lettura

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Guida a Shikoku: l’udon di Kagawa, il pellegrinaggio degli 88 templi, Dogo Onsen a Matsuyama, il fiume Shimanto, i ponti sospesi di Iya e Naoshima, l’isola d’arte del Mare Interno.

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Shikoku è la più piccola delle quattro isole principali del Giappone e anche quella visitata dal minor numero di viaggiatori stranieri. Eppure è proprio questo fascino discreto, lontano dai grandi itinerari, a renderla così speciale. Qui troverete ristoranti di udon self-service immersi nelle risaie, un percorso di pellegrinaggio lungo 1.200 km che tocca 88 templi, Dogo Onsen, una sorgente termale uscita da una fiaba, un fiume considerato il più limpido del Giappone e isole trasformate in musei d’arte a cielo aperto. Se desiderate scoprire un Giappone completamente diverso dalle mete più classiche, la risposta è Shikoku.

Kagawa — la “prefettura dell’udon” e l’isola d’arte di Naoshima

Giardino Ritsurin a Takamatsu

Kagawa, la prefettura più piccola del Giappone, si definisce con orgoglio, e senza alcuna ironia, la “prefettura dell’udon”. Il Sanuki udon locale è completamente diverso dagli udon che si trovano in altre regioni. I suoi noodles quadrati e ben definiti hanno una consistenza tenace, piacevolmente elastica sotto i denti, e vengono serviti con un brodo limpido preparato con piccoli pesci essiccati. Per gustarlo nel modo più autentico, entrate in un ristorante self-service, prendete personalmente i noodles, aggiungete il brodo, scegliete i tempura e infine pagate alla cassa. Una ciotola semplice costa appena 300–500 yen. Molti dei ristoranti migliori si trovano nelle risaie della periferia, aprono di buon mattino e possono chiudere già prima di mezzogiorno quando finiscono i noodles. Takamatsu, capoluogo della prefettura e porta d’ingresso a Shikoku, ospita il Giardino Ritsurin, con i suoi splendidi pini curati da tre secoli; al Santuario Kotohira-gu, invece, dovrete salire 785 gradini per raggiungere il santuario principale.

Dal porto di Takamatsu, un traghetto conduce a Naoshima, un’isola che si è trasformata da comunità di pescatori in un luogo “incantato” consacrato all’arte contemporanea. Vi aspettano la zucca a pois di Yayoi Kusama sulla banchina, il Chichu Art Museum progettato da Tadao Ando e incassato nella collina, uno spazio dove ammirare le Ninfee di Monet alla luce naturale e l’Art House Project, che ha trasformato antiche abitazioni tradizionali in installazioni artistiche. Ogni tre anni, il Setouchi Triennale trasforma l’intero Mare Interno di Seto in uno dei più importanti eventi d’arte dell’Asia. Da sapere: per il Chichu Art Museum è necessaria la prenotazione online. Molti musei restano chiusi il lunedì e per spostarsi sull’isola si utilizzano piccoli autobus o biciclette elettriche. I viaggiatori italiani troveranno spesso utile avere contanti, soprattutto nei piccoli locali e nelle zone rurali, perché le carte non sono accettate ovunque.

Il pellegrinaggio degli 88 templi e Dogo Onsen, mille anni di storia

Giardino Ritsurin a Takamatsu

Shikoku è la terra natale di Kukai, il grande monaco che nel IX secolo fondò la scuola buddista Shingon. Il percorso di pellegrinaggio che circonda l’isola e tocca 88 templi è considerato un cammino sulle sue orme. L’intero itinerario misura circa 1.200 km e richiede 40–60 giorni a piedi, ma è possibile vivere l’esperienza in forma più leggera, visitando soltanto alcuni templi a partire dal numero 1, Ryozenji, nella prefettura di Tokushima. I pellegrini indossano abiti bianchi e portano un bastone con la scritta “due compagni nello stesso viaggio”: significa che il grande maestro cammina sempre al loro fianco. Possono inoltre ricevere l’osettai, una forma di ospitalità attraverso la quale gli abitanti offrono tè o dolci come gesto di buon auspicio e di accumulo di meriti. Acquistate un libro del pellegrino e fate apporre in ogni tempio il timbro rosso e la calligrafia in inchiostro nero, per alcune centinaia di yen a visita. Sarà probabilmente uno dei souvenir più emozionanti che porterete a casa dal Giappone.

A Matsuyama, la città più grande dell’isola, Dogo Onsen compare già in documenti risalenti a oltre 1.000 anni fa ed è considerato uno dei bagni termali più antichi del Giappone. L’edificio principale, costruito nel 1894, è una struttura labirintica in legno di tre piani, con corridoi scricchiolanti e sale di riposo con tatami; fu anche una delle fonti d’ispirazione per lo stabilimento termale del film La città incantata. L’ingresso base, limitato al bagno, costa da alcune centinaia a poco più di 1.000 yen. Sulla collina vicina si trova il Castello di Matsuyama, uno dei 12 castelli giapponesi che conservano ancora il mastio originale; si può raggiungere in funivia o con la seggiovia.

Il fiume Shimanto e la valle di Iya — la natura più incontaminata del Giappone

Giardino Ritsurin a Takamatsu

Nella parte meridionale dell’isola, la prefettura di Kochi ospita il fiume Shimanto, lungo 196 km. Viene chiamato “l’ultimo fiume limpido del Giappone” perché nessuna grande diga ne interrompe il corso. Una delle sue caratteristiche più singolari sono i ponti chinkabashi, basse strutture in cemento senza parapetti, progettate per essere sommerse durante le piene e riemergere quasi intatte quando l’acqua si ritira. Pedalare lungo le rive, pagaiare in kayak o concedersi un pranzo sull’acqua a bordo di una tradizionale imbarcazione yakatabune sono i modi migliori per assaporare il ritmo lento della vita locale.

Salendo tra le montagne di Tokushima si raggiunge la profonda valle di Iya. Un tempo questa regione offriva rifugio ai resti del clan Heike, fuggiti qui nel XII secolo. La sua attrazione più adrenalinica è il Kazurabashi, un ponte intrecciato con liane e piante rampicanti della montagna. Attraverso gli spazi tra le assi, a ogni passo si intravedono le acque color smeraldo che scorrono 14 metri più in basso; il pedaggio per attraversarlo è di alcune centinaia di yen. Nei dintorni si trovano la gola di Oboke, esplorabile in battello, villaggi aggrappati ai pendii e antiche case dal tetto di paglia restaurate e trasformate in strutture ricettive. Iya viene spesso descritta come la “Shangri-La del Giappone”.

Il periodo migliore per visitarla

La stagione più suggestiva per visitare Shikoku è la primavera, da marzo a maggio. Il clima mite è ideale per camminare lungo il pellegrinaggio, i ciliegi colorano i castelli di Matsuyama e Kochi e il Mare Interno di Seto tende a essere tranquillo, perfetto per prendere il traghetto verso le isole d’arte. L’autunno, da ottobre a novembre, è una “seconda primavera”, quando il foliage tinge di rosso la valle di Iya e la gola di Oboke. Entrambi i periodi rappresentano l’alta stagione anche per i pellegrini.

L’estate è calda e umida, ma coincide con il culmine delle feste tradizionali. A metà agosto, Tokushima ospita l’Awa Odori, la più grande danza Bon del Giappone, con decine di migliaia di danzatori che invadono le strade. Poco prima si svolge anche il Festival Yosakoi di Kochi. Il sud di Shikoku è più esposto ai tifoni tra agosto e settembre: stipulate un’assicurazione di viaggio e controllate regolarmente le previsioni meteorologiche. L’inverno è mite e registra meno visitatori, ideale per immergersi nelle acque di Dogo Onsen o gustare una ciotola fumante di udon in un’atmosfera tranquilla. Per i cittadini italiani, il Giappone rientra normalmente nei Paesi visitabili senza visto per soggiorni turistici brevi; prima della partenza è comunque consigliabile verificare sempre i requisiti d’ingresso aggiornati.

Specialità gastronomiche locali

Oltre al celebre Sanuki udon, ogni prefettura di Shikoku vanta le proprie specialità. Kochi è famosa per il katsuo no tataki: tonno bonito scottato rapidamente sulla paglia, con l’esterno affumicato e l’interno ancora rosato, servito con sale e aglio fresco. Il posto migliore per assaggiarlo è probabilmente il mercato Hirome, dove potete acquistare piatti da diversi banchi e gustarli insieme agli altri visitatori intorno a grandi tavoli conviviali. A Tokushima è diffuso il ramen in salsa di soia dal gusto intenso, accompagnato da un uovo crudo; a Ehime, invece, si possono assaggiare diverse varietà di mandarini durante tutto l’anno. Da non perdere anche il taimeshi, riso cotto con orata del Mare Interno di Seto. I prezzi sono decisamente più accessibili rispetto alle grandi città e, con 2.000–3.500 yen, si può mangiare bene per un’intera giornata.

Come muoversi

Esistono tre principali porte d’accesso a Shikoku. La prima è la ferrovia che attraversa il Grande Ponte di Seto e arriva a Takamatsu, con un viaggio di circa un’ora da Okayama; la seconda consiste nei voli diretti da Tokyo o Osaka verso Matsuyama, Takamatsu e Kochi; la terza sono gli autobus autostradali dalla regione del Kansai. Sull’isola, la compagnia JR Shikoku collega le città principali, ma i treni sono meno frequenti e generalmente più lenti. L’All Shikoku Rail Pass, che costa circa 12.000–18.000 yen a seconda del numero di giorni di validità, offre anche sconti su alcune linee ferroviarie private e sui traghetti.

Per raggiungere il fiume Shimanto o la valle di Iya, tuttavia, il trasporto pubblico è estremamente limitato e noleggiare un’auto è la soluzione più pratica. Naoshima è raggiungibile in traghetto da Takamatsu, con una traversata di circa 50 minuti, oppure dal porto di Uno, nella prefettura di Okayama.

Itinerario consigliato

Ecco un itinerario consigliato di 5 giorni. Il primo giorno dedicatevi a Takamatsu, visitando il Giardino Ritsurin e facendo un “tour dell’udon” in 2–3 ristoranti. Il secondo prendete il traghetto per Naoshima e trascorrete l’intera giornata tra le opere d’arte. Il terzo dirigetevi verso la valle di Iya, visitate il Kazurabashi e la gola di Oboke e pernottate in una casa tradizionale. Il quarto scendete verso Kochi per esplorare il mercato Hirome e il Castello di Kochi, oppure aggiungete una giornata dedicata al fiume Shimanto. Il quinto trasferitevi a Matsuyama, concludete il viaggio tra il castello e Dogo Onsen e lasciate l’isola in aereo o in treno.

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A Shikoku non troverete insegne al neon abbaglianti né enormi centri commerciali nei grattacieli. In compenso troverete un Giappone genuino, generoso e semplice, dove il tempo scorre con lentezza. Quando uno sconosciuto scopre che siete arrivati da lontano, può capitarvi che vi porga silenziosamente un mandarino. È un luogo così. E forse, a volte, è proprio questo ciò che cerchiamo quando partiamo per un viaggio.

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